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JOVANOTTI

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    Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare ...dalai lama

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    Jovanotti

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    Jovanotti, nome d'arte di Lorenzo Cherubini (Roma, 27 settembre 1966), è un cantautore e rapper italiano.

    Diventa famoso negli anni ottanta, lanciato da Claudio Cecchetto. Dalla commistione di rap dei primi successi, tuttavia, Jovanotti si discosta ben presto avvicinandosi gradualmente al modello della world music (sempre interpretata in chiave hip hop, funky). All'evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, tendono a toccare temi sempre più filosofici, religiosi e politici, più tipici dello stile cantautorale italiano. Parallelamente aumenta anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista convinto, ha frequentemente collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Anti Vivisezione (LAV), Nigrizia e Data, ha contribuito alle manifestazioni in favore della cancellazione del debito negli anni novanta, e più recentemente ai movimenti Niente scuse e Make Poverty History, partecipando al Live8.

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    Biografia

    Jovanotti, nato a Roma il 27 settembre 1966 da Mario Cherubini e Viola Cardinali, è il terzo di quattro fratelli: gli altri sono Umberto (a cui Lorenzo ha dedicato la canzone In Orbita). Bernardo, che ha lavorato nel mondo dello spettacolo come attore (ad esempio nel film Panarea) e come presentatore, e Anna. La sua famiglia è toscana, originaria di Cortona, in provincia di Arezzo. Nel corso della sua infanzia, Lorenzo tornava spesso in quella cittadina, mentre adesso vi risiede stabilmente tanto che gli è stata conferita la cittadinanza onoraria.

    A Roma ha studiato presso il liceo Malpighi.

    Il 6 settembre 2008 ha sposato a Cortona, nella Chiesa di Santa Maria Nuova, la compagna Francesca Valiani con la quale conviveva da parecchi anni. I due hanno una figlia, Teresa, nata il 13 dicembre 1998, alla quale il cantautore ha dedicato la canzone Per te (mentre A te è dedicata alla moglie).


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    Carriera musicale

    Le prime esperienze nel mondo della musicaNel giugno del 1980 il fratello Umberto presenta Lorenzo ad un disc jockey di Radio Foxes di Cortona, dove il futuro Jovanotti inizia a muovere i primi passi come DJ.
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    Nel 1982 inizia a fare il disc jockey anche per la discoteca Tuchulcha di Cortona (oggi Route 66).

    Nel 1983 lavora durante la settimana per Radio Antenna Musica a Roma.

    Nel 1984 lavora per il Paper Moon di Roma; lascia Radio Antenna Musica per poi fondare Radio Jolly.

    Nel 1985 inizia a lavorare per il Veleno, uno dei locali più importanti di Roma. Durante l'estate fa un provino per Deejay Television, ma non viene assunto.

    Nel 1986 inizia a lavorare al Piper e nella discoteca Circus di Porto Rotondo, in Sardegna.

    La svolta si ebbe con la partecipazione di Jovanotti ai programmi di Mtv Europe, in veste di VJ.
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    I primi albumL'esordio musicale vero e proprio avvenne nell'aprile del 1987 con il singolo Walking, già con il nome di Jovanotti.

    Inizialmente il nome d'arte che Lorenzo aveva scelto era "Joe Vanotti" ma il tipografo a cui aveva commissionato una locandina promozionale per una serata in discoteca commise un refuso: anziché scrivere "Joe Vanotti" scrisse "Jovanotti", un errore che però Lorenzo trovò provvidenziale e decise quindi di tenere. Claudio Cecchetto glielo bocciò inizialmente ma poi lo trovò adatto al personaggio e gli consigliò di tenerlo.

    Viene proposto dalla Full Time a Claudio Cecchetto, che però rifiuta di assumerlo.

    Nel giugno 1987 inizia a lavorare al Lanternone di Palinuro. Qui viene notato da Marina Cecchetto (ex-moglie di Claudio) che lo propone all'ex marito, che questa volta decide di metterlo sotto contratto come presentatore a Deejay Television e come disc jockey a Radio Deejay. In questo periodo divenne uno dei personaggi di spicco di Radio Deejay (il debutto ufficiale fu il 2 ottobre di quell'anno)[senza fonte].

    Nel 1988 pubblicò il suo primo album, Jovanotti for President, con la hit Gimme Five, e partecipa come unico artista italiano alla compilation di Radio Deejay Deejay pop. Questo fu un periodo d'oro per il neonato Jovanotti, visto che immancabilmente tutti i suoi singoli finivano nelle prime posizioni delle classifiche italiane, tanto che a settembre fu invitato al Festivalbar come ospite d'onore.

    Nello stesso periodo si propose al pubblico con lo pseudonimo di Gino Latino e pubblicò due brani: Yo e Welcome. Il progetto, ideato con Albertino di Radio Deejay, sarebbe dovuto sfociare nell'album Pochi ma Negri, però non vide mai la luce. Un altro pseudonimo utilizzato da Jovanotti in quel periodo fu Jeronimo, con il brano The Indian. I brani pubblicati come Gino Latino e Jeronimo sono presenti nella raccolta Jovanotti Special.

    In questo primo periodo, oltre a parlare regolarmente dai microfoni di Radio Deejay, Jovanotti fece le prime esperienze in televisione con le trasmissioni Dee Jay Television e 1, 2, 3, Jovanotti!. Inoltre pubblicò il suo primo libro, Yo, brothers and sisters: siamo o non siamo un bel movimento?.

    Nel dicembre del 1988 inizia il servizio militare presso la caserma Turinetto di Albenga, in provincia di Savona. Questa esperienza porterà, in seguito, alla nascita della canzone Asso, colonna sonora della serie televisiva Classe di ferro. Il giorno prima della partenza aveva presentato a Fantastico un nuovo brano, Sex, no drug & rock'n'roll.

    Ancora nel dicembre 1988 fonda, insieme a Claudio Cecchetto, la linea di abbigliamento "Yo".

    Nel 1989 pubblicò l'album La mia moto, il cui singolo Vasco (ambiguo omaggio a Vasco Rossi) fu presentato al Festival di Sanremo del 1989. La mia moto vendette circa 600.000 copie.[senza fonte]

    Lo stile dei primi album di Jovanotti era caratterizzato da un divertente e festaiolo groove in stile italo disco (che dominava la scena musicale in quegli anni) e il Rap. L'ispirazione veniva da grandi artisti "Hip Hop" come i Run DMC, Public Enemy e Beastie Boys.

    Nel 1990 Jovanotti realizzò l'album Giovani Jovanotti, ancora ricco di spunti spensierati (Ciao Mamma), ma in cui iniziavano ad apparire brani che anticipavano una nuova linea artistica, come Gente della notte:

    « di notte le parole scorrono più lente
    però è molto più facile parlare con la gente,
    conoscere le storie, ognuna originale,
    sapere che nel mondo nessuno è normale.
    Ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare,
    gente molto diversa di ogni colore. »
    (Gente della notte)

    Il mutare delle mode e la prolungata assenza dai media nazionali (causata dal servizio militare) provocarono un'inesorabile caduta della notorietà di Jovanotti.

    Nel 1990 un imbarazzato Jovanotti partecipò come ospite fisso allo show Fantastico condotto da Pippo Baudo.

    Per un'inversione di tendenza si dovrà attendere il 1991, con la pubblicazione di Una tribù che balla. Risale a questo periodo l'episodio in cui Red Ronnie, durante una piovosa serata di "Vota la voce" disse a Vasco Rossi "Tutti dicono che Jovanotti è finito..." e Vasco rispose: "Secondo me Jovanotti comincia adesso!"[senza fonte]

    Ma la vera ripresa del fenomeno Jovanotti arriverà soltanto nel 1992 con l'album Lorenzo 1992 e il trascinante singolo Non m'annoio.[senza fonte]

    Gli anni della svolta

    Jovanotti, immagine del luglio 2008.Il nuovo album di Jovanotti, Una tribù che balla (1991), diede inizio a un periodo artistico decisamente diverso, spesso descritta dai critici come una svolta (sebbene lo stesso Jovanotti abbia in diverse occasioni affermato di non percepire una particolare discontinuità in questa sua fase artistica).

    Iniziarono ad apparire nei suoi testi, inizialmente in sordina, i temi dell'impegno politico e sociale che avrebbero caratterizzato in modo sostanziale la sua produzione successiva (tutte le vecchie realtà sono finite; e allora muoviti, muoviti).

    Nel 1992, stupendo chi ancora non aveva percepito il mutamento di rotta dell'ex ragazzone di Gimme Five, Jovanotti realizzò il singolo Cuore in memoria di Giovanni Falcone. Nello stesso anno uscì Lorenzo 1992 (il primo album non firmato con il nome "Jovanotti", probabilmente proprio nell'intento di segnalare in modo esplicito la discontinuità con le origini). L'album conteneva numerosi brani che divennero celebri, a partire da Non m'annoio e Ragazzo Fortunato, e fu seguito da un insolito tour con Luca Carboni (Ci vuole un fisico bestiale Tour 1992 con Jovanotti).

    All'esperienza di Lorenzo 1992 si accompagnò per Jovanotti la scrittura del suo secondo libro, Cherubini, un libro che racconta tutti i suoi viaggi.

    Nel maggio 1993, Gianna Nannini lo vuole al suo fianco per scrivere e cantare una strofa rap della canzone Radio Baccano, il pezzo ottiene un ottimo successo e i due artisti, con Radio Baccano, si esibiscono insieme in una sola occasione, sul palco del Festivalbar 1993.

    Nel 1994 uscì Lorenzo 1994, che rappresenta senza dubbio una pietra miliare nell'evoluzione di Jovanotti. Un successo travolgente ebbe il singolo Penso positivo, in cui Jovanotti per la prima volta si sbilanciò in forti prese di posizione ideologiche:

    « Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa
    che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa
    passando da Malcolm X attraverso Gandhi e San Patrignano
    arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano. »
    (Penso positivo)

    Prese di posizioni che ricordano scuole di pensiero sulla convivenza delle religioni come l'Homaranismo di Zamenhof, e che in realtà erano già state annunciate nel precedente disco "Ho perso la direzione", contenuto nell'album Lorenzo 1992, dove il cantautore si scaglia contro il sistema politico del tempo.

    Contenuti di questo genere si trovano in numerosi altri brani dell'album, da Barabba a Dobbiamo inventarci qualcosa. Ma l'album fu reso celebre anche dalle molte canzoni d'amore di successo, da Piove a Serenata rap; quest'ultimo brano, in particolare, si classificò come video più trasmesso in Europa e persino in Sudamerica.

    Nel 1994 Jovanotti fu in tour per l'Europa insieme a Pino Daniele e Eros Ramazzotti. Nello stesso anno vide la luce la sua etichetta discografica, Soleluna. L'anno successivo uscì un nuovo singolo di grande successo, L'ombelico del mondo, col quale Jovanotti partecipò anche agli MTV Music Awards. Il brano fu pubblicato nella raccolta Lorenzo 1990-1995.

    Il viaggiatore

    L'album del 1997, L'albero, segnò una nuova svolta nello stile musicale di Jovanotti; vi dominano elementi di musica etnica e di world music, e un ulteriore approfondimento dei testi (si pensi a Questa è la mia casa, una sorta di moderno Cantico delle creature multireligioso, o alla lirica introspezione de La linea d'ombra ispirata a The Shadow Line di Joseph Conrad). La pubblicazione dell'album fu accompagnata dalla distribuzione di un film omonimo.

    Nello stesso periodo Jovanotti iniziò una serie di attività che riflettono un periodo di ricerca interiore. Iniziò a occuparsi di pittura (le sue opere furono esposte al Brescia Music Art), recitò nel film I Giardini dell'Eden di Alessandro D'Alatri, partecipò a due tribute album in onore rispettivamente di Robert Wyatt e George Gershwin, e prese a girare il mondo, in particolare l'America latina (celebre la sua attraversata della Patagonia in bicicletta). Su questa esperienza ebbe a commentare: uno è attratto dai posti in fondo al mondo perché pensa che lì potrà trovare quello che è in fondo a se stesso. Nacque una notte di quel viaggio anche il testo di "Stella Cometa", canzone d'amore per la sua ragazza lontana. L'amore per l'America latina lo portò anche a collaborare all'album Artisti Uniti per gli Zapatisti del Chapas, un album benefico i cui incassi furono devoluti alla costruzione di un ospedale in Messico. Le vicende dei suoi viaggi sono raccontate nel libro Il grande boh!, pubblicato nel 1998.

    Nel 1998 Jovanotti divenne padre; la sua gioia è raccontata nella ninna nanna Per te, uno dei successi dell'album Capo Horn (1999). Nello stesso album compare anche Un raggio di sole, con cui Jovanotti vinse il Festivalbar. Sempre nel 1999, durante la Guerra del Kosovo, Jovanotti partecipò a un progetto comune con Piero Pelù dei Litfiba e Luciano Ligabue per il brano pacifista Il mio nome è mai più, il cui video fu girato da Gabriele Salvatores, e i cui proventi furono devoluti interamente a Emergency; il singolo fu il più venduto in Italia nel 1999.

    Jovanotti

    Gli anni 2000

    Jovanotti all'MTV Day 2007Nel 2000 Jovanotti partecipò al concerto-tributo a Fabrizio De André, da cui fu tratto il doppio CD live Faber, interpretando il brano La cattiva strada. Nello stesso anno partecipò attivamente al movimento per la cancellazione del debito ai paesi del Terzo Mondo cantando, nelle vesti di ospite, al Festival di Sanremo un brano inedito intitolato, appunto, Cancella il debito. A questo periodo risale la sua rottura del decennale sodalizio artistico con il chitarrista e produttore Michele Centonze, coautore della maggior parte dei brani di Lorenzo.
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    L'album del 2002, Il quinto mondo, conferma, anche per mezzo dei suoi singoli, l'equidistanza e l'equilibrio dei due poli della lirica di Jovanotti; la canzone d'amore (Ti sposerò) e l'impegno politico e sociale (Salvami). Salvami, in particolare, copre un ampio spettro di temi, dal pacifismo, alla globalizzazione e la necessità di giustizia nei confronti del Terzo Mondo, all'ambientalismo, e fu citata da Tiziano Terzani nell'introduzione alle sue Lettere contro la guerra. Il video di Salvami è un collage di tutte le apparizioni nei programmi televisivi dove Jovanotti presentò il singolo. L'intenzione era quella di dimostrare che i media, e la televisione soprattutto potevano essere usati per buoni fini.

    Il tour di Quinto mondo, iniziato ad Ancona il 17 aprile e concluso a Roma il 1 giugno[3], fu caratterizzato dalla presenza sul palco di 17 musicisti: Jovanotti fu accompagnato da basso, batteria, chitarra, due tastieristi, tre coriste, quattro fiati e tre percussionisti.

    Il "Quinto Mondo Tour" fu presentato in una data extra il 30 luglio 2002 presso il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata ad Isola del Gran Sasso in provincia di Teramo in occasione del concerto-evento "Una Montagna di Musica per l'Acqua"[4], promosso dalle Province di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno per la tutela delle acque del Gran Sasso e contro la costruzione del terzo traforo[5] in concomitanza con l'anno internazionale della montagna promosso dall'ONU e dalla FAO.[6] Il concerto si svolse su un palco di 231 metri quadri con la presenza di circa 30.000 persone e con una super band di 17 elementi composta da Jovanotti, Saturnino Celani al basso, Pier Foschi alla batteria, Riccardo Onori alle chitarre, Giovanni Allevi al pianoforte, Stefano Cecere alle tastiere, Peu Meurray e Boghan Costa alle percussioni dirette da Ernestico Rodriguez, dalle coriste June Hamm, Lorraine Barnes e Paula Clarke e dalla sezione fiati composta da Dario Cecchini al sax e flauto, Luca Marianini al flicorno e tromba, Piero Odorici al sax alto e flauto e Giuseppe Di Benedetto al trombone tutti diretti da Marco Tamburini.[7] Per la sua partecipazione all'evento contrario al terzo traforo sotto il Gran Sasso la provincia dell'Aquila cancellò il concerto di Jovanotti che si sarebbe dovuto svolgere all'interno dei festeggiamenti per la Perdonanza Celestiniana e lui rispose a questa "censura" con una lettera aperta.[8]

    Il brano Una tribù che balla viene inserito come traccia musicale nel film di Harold Ramis del 2002 - Un boss sotto stress (Analyze That) interpretato da Robert De Niro e Billy Crystal.

    Nel 2003, sotto l'egida della sua casa discografica, Jovanotti diede vita a un progetto musicale alternativo, spiccatamente latino americano, dal nome Collettivo Soleluna - Roma (Progetto alternativo), che ebbe un buon successo con il brano A vida (Roma). Nello stesso anno, un artista brasiliano di origini italiane, Franco Cava, ha riarrangiato e tradotto alcune canzoni di Jovanotti secondo i tempi e i modi della musica brasiliana dando vita a BossaJova. In questo album spiccano Chove (Piove ) e Samba é (sul ritmo di Ciao mamma) che celebra l'elezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

    L'album, Buon sangue (2005) secondo alcuni appare una conferma della maturità raggiunta dal cantante, che si è avvalso di collaboratori prestigiosi (Edoardo Bennato, ma anche i Planet Funk e Danilo dei Negramaro nel brano Falla girare) ed è balzato al primo posto in classifica, trainato dal successo dei singoli (Tanto)³ e Mi fido di te; insieme alla versione standard di Buon Sangue è uscita anche una limited edition composta da due cd: il già citato Buon Sangue, più Extra F.U.N.K, cd contenente arrangiamenti alternativi e spezzoni tagliati e canzoni che non hanno trovato posto nel cd originale.

    Nel 2006 è uscito Buon Sangue Live, un DVD con 40 minuti di contenuti e retroscena sull'ultimo tour del cantautore italiano e il concerto svolto a Milano.


    Jovanotti al Festival della Creatività 2008Il 1º giugno 2007, in occasione dei 40 anni dall'uscita dell'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles, durante la grande maratona musicale tenutasi nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, è stato proiettato un video inedito di Jovanotti, Ode al Sergente Pepe, un brano inedito ispirato al disco, scritto e interpretato appositamente per questo evento. Il video realizzato da Oliviero Toscani si avvale del montaggio di Leandro Manuel Emede: la scelta è quella di un velocissimo collage di immagini della carriera dei Beatles, una sorta di viaggio nel tempo dagli albori allo scioglimento dei Fab Four. Nello stesso anno ha co-prodotto e contribuito (scrivendo e partecipando al brano Cade la pioggia) a La finestra, album della band italiana Negramaro. La collaborazione con i Negramaro riprenderà nell'album Safari con l'omonimo brano Safari.

    Sempre nel 2007 ha scritto il testo della canzone Aria... non sei più tu, su musica di Danijel Vuletic, incisa da Adriano Celentano nel suo disco Dormi amore, la situazione non è buona.

    Il 18 gennaio 2008 è uscito il disco, Safari, registrato tra Cortona, Los Angeles, Milano, Hannover, Berlino e Rio de Janeiro, anticipato il 7 dicembre dal singolo Fango, che si avvale della collaborazione alla chitarra di Ben Harper.

    Nel maggio del 2008, Fango si è aggiudicata la prima edizione del premio Mogol, riconoscimento destinato all'autore del miglior testo dell'anno da una giuria presieduta dallo stesso Mogol. Il 7 marzo è uscito il singolo A te, secondo singolo di Safari. Questo brano è stato caratterizzato da un grandissimo successo in Italia, ed è stato in testa alle classifiche italiane per molte settimane. Il 12 maggio è partito da Rimini il Safari Tour, che ha attraversato palasport e stadi per tutta l'estate. Il 4 luglio è uscito il singolo omonimo dell'album, "Safari". Il 20 ottobre è stato pubblicato il quarto singolo di Safari, "Come musica". Il 23 gennaio 2009 è stato pubblicato il quinto singolo dell'album, "Mezzogiorno".

    Safari è stato eletto album dell'anno 2008, con più di mezzo milione di copie vendute.[9]

    Jovanotti ha scritto il testo del brano Più sole, che ha gareggiato al Festival di Sanremo 2009 cantato da Nicky Nicolai & Stefano Di Battista. Ha anche girato il primo social-clip della storia su Mezzogiorno. Ha radunato insieme a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro più di 50 star della musica italiana per incidere Domani 21/04.09, brano dedicato ai terremotati dell'Abruzzo, in cui Lorenzo ha inciso un rap. Il 15 maggio 2009 è stato pubblicato il sesto singolo dell'album,"Punto" con la partecipazione di Sergio Mendes. Il 12 giugno è uscito il nuovo album di J-Ax "Deca Dance", con anche la collaborazione di Jovanotti, nella canzone Vecchia Scuola. Dopo un fortunatissimo tour a New York nell'estate 2009, il 4 dicembre è uscito un cd+dvd delle serate intitolato "OYEAH" solo per il mercato USA e l'America Latina (in Italia è acquistabile su ITunes). A fine 2009 partecipa, assieme ad altri 70 artisti, al doppio Q.P.G.A di Claudio Baglioni duettanto con Baglioni e Fabrizio Bosso nel brano Con tutto il mio cuore.

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    Gli anni 2010

    Il 13 dicembre 2009 esce "Baciami ancora", colonna sonora dell'omonimo film di Gabriele Muccino con la quale si aggiudica il David di Donatello come "migliore colonna sonora originale" . Collabora con Cesare Cremonini alla realizzazione del singolo Mondo, uscito il 23 aprile. Realizza inoltre con Marco Tamburini la nuova colonna sonora per il film "Sangue e Arena" con Rodolfo Valentino edito dalla casa discografica Ermitage per il Gruppo L'Espresso con la produzione di Gianni Salvioni. Durante la preparazione del suo nuovo album ha intrapreso due brevi tour nel Nordamerica: il primo dal 22 aprile al 6 maggio ha toccato Washington, New York, Boston, Filadelfia, Montreal, Toronto e Chicago (tutte le date sold out); il secondo dal 21 luglio al 31 luglio Viper room a Hollywood, Santa Monica, San Francisco e Central Park.
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    Ad ottobre 2010 è stata annunciata l'uscita nel 2011 dell'album intitolato Ora. Il tutto è anticipato da diverse iniziative online sul suo sito e sui social network ai quali è legato (Facebook, Ping e Twitter) come "La fabbrica delle nuvole" (una serie di fumetti scaricabili dal suo sito ufficiale) e i "Jovaiku" (video di breve durata realizzati da Lorenzo, trasmessi sul sito uno al mattino e uno al pomeriggio fino al 3 dicembre).

    Il 30 novembre esce nelle librerie "Viva tutto!", libro formato dalla corrispondenza per e-mail fra Jovanotti ed il filosofo suo amico Franco Bolelli, inviate durante la produzione dell'album in uscita.

    Il 3 dicembre esce il singolo Tutto l'amore che ho, corredato da un video pubblicato in anteprima su Facebook il pomeriggio precedente.

    Il 25 gennaio 2011 esce l'album Ora.

    L'11 marzo esce il singolo Le tasche piene di sassi. Nel giugno del 2011 Le tasche piene di sassi si è aggiudicata la quarta edizione del Premio Mogol.

    Il 16 aprile è partito da Rimini l'"Ora Tour" che andrà avanti per tutto l'anno, fino a dicembre.

    Il 27 maggio esce il singolo Il più grande spettacolo dopo il Big Bang.

    Il 1 giugno Lorenzo collabora con Michael Franti & Spearhead per la versione italiana del singolo The Sound of Sunshine che balza subito in classifica arrivando alla posizione numero 4.[10]

    L'11 giugno Jovanotti è il primo italiano a suonare sul palco del Bonnaroo Music Festival a Manchester, Tennessee.[11]





    I singoli Yo e Welcome sono stati pubblicati sotto il nome d'arte di "Gino Latino", anche se, nel 1988, Cherubini aveva già scelto lo pseudonimo di "Jovanotti".
    Jovanotti ha doppiato un venditore di fumetti nella puntata Mariti e coltelli del cartone animato I Simpson.
    Vive a Cortona.
    è alto 1,93 m.
    è sposato e ha una figlia
    compare nel film di Mario Monicelli, Parenti serpenti, in una scena in cui la famiglia è a tavola e in televisione si vede il video del singolo Muoviti Muoviti (accreditato nella colonna sonora del film).
    compare nel videoclip della canzone "hanno ucciso l'uomo ragno" degli 883.

    Discografia

    Album

    1988 - Jovanotti for President
    1989 - La mia moto
    1989 - Jovanotti Special
    1990 - Giovani Jovanotti
    1991 - Una tribù che balla
    1992 - Lorenzo 1992
    1994 - Lorenzo 1994
    1995 - Lorenzo 1990-1995
    1997 - Lorenzo 1997 - L'albero
    1999 - Lorenzo 1999 - Capo Horn
    2000 - Lorenzo live - Autobiografia di una festa
    2001 - Pasaporte - Lo mejor de
    2002 - Lorenzo 2002 - Il quinto mondo
    2003 - Collettivo Soleluna - Roma (Progetto alternativo)
    2004 - Jova Live 2002 (Disponibile solo su iTunes)
    2005 - Buon sangue - 280.000+ copie vendute [senza fonte]
    2005 - Extra F.U.N.K.
    2006 - ElectroJova - Buon Sangue Dopato
    2008 - Safari
    2009 - OYEAH (solo per il mercato americano)
    2011 - Ora
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    Singoli

    1987 Walking
    1987 Walking (Remix)
    1988 Gimme Five
    1988 Go Jovanotti Go
    1988 Gimme Five 2 (Rasta Five)
    1988 Yo (come Gino Latino)
    1988 È qui la festa
    1988 Welcome
    1989 La mia moto
    1989 Mix, Remix & The singers
    1989 Sex, No Drugs & Rock&Roll
    1989 Vasco
    1989 Scappa con me
    1990 Ciao mamma
    1990 Los Numeros
    1991 Muoviti muoviti
    1991 One Nation
    1991 Libera l'anima
    1992 Benvenuti nella jungla
    1992 Non m'annoio
    1992 Ragazzo fortunato
    1993 Io no
    1993 Penso positivo
    1993 I numeri
    1993 Radio Baccano (con Gianna Nannini)
    1994 Serenata rap
    1994 Voglio di +
    1994 Piove
    1995 L'ombelico del mondo
    1995 Marco Polo
    1995 Ciao mamma
    1996 L'ombelico del mondo Remix
    1997 Bella
    1997 Questa è la mia casa
    1997 Per la vita che verrà
    1998 Il muratore
    1999 Per te
    1999 Un raggio di sole
    1999 Stella cometa
    1999 Dolce fare niente (Remix)
    1999 Il mio nome è mai più
    2000 Lorenzo Live Medley
    2000 Montreux Jazz Festival Estate 1999
    2001 El Ombligo del Mundo
    2001 Un Rayo De Sol En La Mano
    2002 File Not Found
    2002 Salvami
    2002 Ti sposerò
    2002 Morirò d'amore
    2002 Date al diavolo un bimbo per cena
    2002 A vida (Roma)- Collettivo Soleluna
    2003 Do D' Freak 1 (Collettivo Soleluna vs Planet Funk)
    2004 Do D' Freak 2
    2005 (Tanto)³
    2005 Mi fido di te
    2006 Una storia d'amore
    2006 Falla girare
    2007 Cade la pioggia (con i Negramaro)
    2007 Fango
    2008 A te
    2008 Safari
    2008 Come musica
    2009 Mezzogiorno
    2009 Domani 21/04.09 (Artisti Uniti per l'Abruzzo)
    2009 Punto
    2010 Baciami ancora
    2010 Tutto l'amore che ho
    2011 Le tasche piene di sassi
    2011 Il più grande spettacolo dopo il Big Bang
    2011 The Sound of Sunshine (con Michael Franti)
    2011 Ora
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    Inediti

    1992 Cuore
    2000 Cancella il debito
    2008 Il Suonatore Jones (cover dell'omonimo brano di Fabrizio De Andrè)
    [modifica] Collaborazioni1992 Libero di cambiare (Stadio) - coautore con Luca Carboni, Saverio Grandi, Gaetano Curreri
    1993 Radio Baccano (Gianna Nannini ft Jovanotti) - testo, duetto
    1993 O è Natale tutti i giorni... (Luca Carboni ft Jovanotti) - testo, duetto
    1993 Vedo risorgere il sole (Luca Carboni ft Jovanotti) - testo, duetto
    1993 Mix 1992 (Medley Le storie d'amore & Puttane e spose) - testo Puttane e spose, duetto
    1994 Peggio per te (Nikki ft Jovanotti) - testo, duetto
    1994 T.V.B. (Irene Grandi) - testo
    1994 200 milioni di posti (Andrea Mingardi ft Jovanotti) - testo, duetto
    1995 Stress (Pino Daniele) - testo
    1995 Un deserto di parole (Pino Daniele) - testo
    1995 Alleluja (Zucchero) - testo
    1995 Serenata rap/Mattinata (Luciano Pavarotti ft Jovanotti) - live Pavarotti & Friends 1995
    1995 Just a villain (Gary Thomas ft Jovanotti) - duetto
    1999 Il mio nome è mai più (Ligabue ft Jovanotti & Piero Pelù) - testo, trio
    2000 Dipende (Jarabe De Palo) - testo
    2001 Tiempo (Jarabe De Palo ft Jovanotti) - testo, duetto
    2001 Cloro (883 ft Jovanotti) - testo, duetto
    2002 Se tu non sei con me (Syria) - testo
    2003 Bonito (Jarabe De Palo) - testo
    2003 L'amore è (Syria) - testo
    2004 Da raccontarti all'alba (Gianni Maroccolo) - coautore testo, voce
    2005 Sei volata via (Ron ft Jovanotti) - testo, duetto
    2005 Baffo Natale (Elio e le storie tese ft Jovanotti) - testo, duetto
    2006 Falla girare (Jovanotti ft Danilo dei Negramaro) - singolo dell'album Buon Sangue
    2006 "Cose pericolose" (Jovanotti ft Cor Veleno - Buon Sangue (edizione deluxe)
    2006 Serenata rap (Sin Bandera ft Jovanotti) - duetto
    2006 Prendi l'onda (Fiamma Fumana ft Jovanotti) - testo, voce
    2006 Big fish (Planet Funk ft Jovanotti) - testo, voce
    2007 Cade la pioggia (Negramaro ft Jovanotti) - testo, duetto
    2007 Aria...non sei più tu (Adriano Celentano) - testo
    2007 Fango (Jovanotti ft Ben Harper) - singolo dell'album Safari
    2008 Safari (Jovanotti ft Giuliano Sangiorgi) - singolo dell'album Safari
    2008 Temporale (Jovanotti ft Sly and Robbie) - singolo dell'album Safari
    2008 Mani libere 2008 (Jovanotti ft Michael Franti & Spearhead) - singolo dell'album Safari
    2008 Lugar comum (Sergio Mendes ft Jovanotti) - testo, duetto
    2009 Punto (Jovanotti ft Sergio Mendes) - singolo dell'album Safari
    2009 Più sole (Stefano Di Battista & Nicky Nicolai) - testo
    2009 Domani 21/04.09 (Artisti uniti per l'Abruzzo) - testo, voce
    2009 Vecchia scuola (J Ax ft Jovanotti) - testo, duetto
    2010 All nite long (D.I.S.C.O.) (Mousse T & Suzie ft Jovanotti) - duetto
    2010 Per te (Miguel Bosè) - testo
    2010 Mondo (Cesare Cremonini ft Jovanotti) - testo, duetto
    2010 Bonjour Bahia (Roy Paci & Aretuska) - testo
    2jovanotti360



    Libri

    Yo, brothers and sisters.
    Siamo o non siamo un bel movimento, Milano, Vallardi, 1988.
    Cherubini, S.l., Soleluna, 1993.
    Il grande boh!, Milano, Feltrinelli, 1998. ISBN 88-07-70102-2; Milano, Feltrinelli, 2000. ISBN 88-07-81604-0
    Quarantology, 1966-2006, Milano, Rizzoli, 2006. ISBN 88-17-01165-7
    La parrucca di Mozart, Torino, Einaudi, 2009. ISBN 978-88-06-20054-1
    Per te, Roma, Gallucci, 2009. ISBN 978-88-6145-086-8
    Viva tutto! , Add Editore, 2010. ISBN 978-88-96873-18-2

    jovanotti

    Edited by Oceanya - 29/1/2012, 17:20

    C'è un silenzio del cielo prima del temporale,delle foreste prima che si levi il vento, del mare calmo della sera,di quelli che si amano, della nostra anima,poi c'è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.

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    Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l' altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare ...dalai lama

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    SIMONCELLI, JOVANOTTI LO
    RICORDA CON UNA FOTO

    20111024_simoncelli-jova-rossi

    Tre ragazzi sorridenti in una foto di qualche anno fa: sono Marco Simoncelli, Valentino Rossi e Lorenzo Jovanotti. L'ha postata il cantante stamattina su Facebook in ricordo dell'amico, del quale, dice «il suo sorriso mi ha scaldato il cuore». «Ieri mia moglie - scrive Jovanotti sul social network - ha ritrovato questa foto con il Sic e con Vale fatta in un giorno di qualche anno fa in giro in moto per il nostro Appennino. Sono insieme a due grandi campioni che quella mattina erano due 'pischellì su due enduro a divertirsi come sempre, a sfidarsi, a ridere, a toccare il limite. L'ho guardata per tutto il giorno e stamattina l'ho riguardata di nuovo, come prima cosa della giornata, e quel sorriso del Sic al centro mi ha scaldato il cuore, mi ha dato una spinta, ho risentito la sua voce da 'patacà che mi ha detto di alzarmi, di continuare a girare, di migliorare i tempi, di divertirmi più che posso, di impegnarmi più che posso, di vivere più che posso».




    C'è un silenzio del cielo prima del temporale,delle foreste prima che si levi il vento, del mare calmo della sera,di quelli che si amano, della nostra anima,poi c'è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.

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    Jovanotti annuncia il tour in America: “Pronto a trasformare Bella in country”

    «Partiamo lunedì da Washington e si va fino a Detroit, Motor City, la città della Motown e di Eminem. Fa un certo effetto pensare di suonare dove è nato il suono pop del Novecento, le Supremes, i Jackson 5, tanto per dirne un paio. Suoneremo a Minneapolis nel club dove è iniziata l’avventura di Prince, proprio lì. Suoneremo addirittura a Denver in un rock club in cui forse nessuno ha mai cantato in lingua italiana. Non so in quanti verranno a sentirci a Denver, se la mia band sarà più numerosa del pubblico, siamo pronti a tutto. Se conoscete qualcuno a Denver ditegli di venire, gli posso cantare anche Bella in versione country & western».



    Così Jovanotti annuncia sul suo sito la partenza di un nuovo tour americano, nel cuore dell’America vera, che dal 1° ottobre al 15 fa tappa a Washington, Philadelphia, Boston, New York, Atlanta, Orlando, Miami, Austin, Denver e Minneapolis. Con lui i fidi Saturnino Celani (basso), Riccardo Onori (chitarra), Franco Santarnecchi (tastiere) e Leo D’Angilla (percussioni), più un paio di aggiunte locali. Jovanotti negli States ha pubblicato un disco antologico (con alcuni inediti) “Italia (1988-2012)” con la Ato Records, l’etichetta di Dave Matthews. In programma l’uscita anche di un’antologia italiana, Backup, prevista per il 27 novembre.

     
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    Jovanotti: Odissea a New York

    Il concerto al Terminal 5 di New York è finito da un’ora quando il telefonino si anima. Un sms: «Concerto pazzesco, uno dei più belli della mia vita. Ho capito tutto». Lorenzo Cherubini, Jovanotti, si è trasferito in città, almeno fino alla prossima estate, e in città, a Manhattan, in uno spazio industriale sul fiume Hudson riconvertito a luogo di spettacolo, sabato notte ha avuto l’appuntamento più importante (finora) con il pubblico americano.



    Un trionfo («Mi sono portato via qualcosa di prezioso da quel posto» scriverà poi su Facebook): i suoi primi concerti da queste parti risalgono al 2009, ma quello del Terminal 5 rappresenta senza dubbio un salto di qualità. Se n’è venuto qui con le tasche piene di domande. Che stia cominciando a raccogliere risposte?



    «Nei giorni in cui si festeggia l’arrivo di Cristoforo Colombo – ci aveva detto prima di salire sul palco – mi è capitato di pensare al navigatore che approda sul continente nuovo. Che fa? Semplicemente, si guarda intorno. Ed è quello che sto facendo io da un po’ di tempo in qua. Sto girando l’America vera, suono in posti come Denver, Minneapolis, Austin, Orlando e mi sento come Gulliver nel capitolo in cui finisce nel Paese dei giganti. Solo che qui il gigante è il Paese stesso, l’America. Ci stiamo guardando negli occhi: non sono sicuro che il gigante si sia accorto di me, ma io certamente mi sono accorto di lui, lo studio da una vita intera».



    È stato alla Cnn, l’ha intervistato il New York Times: come è andata?

    «Esiste un’Italia molto vendibile, che è essenzialmente cibo buono, bel vivere, vestiti eleganti. È un’Italia che ho nel Dna, come tutti noi, ma che qui, quando mi guardano, non vedono. Li disoriento. E mi chiamano Iovanotti, con la I: devo spiegare che mi ero ribattezzato Jovanotti, anzi, Joe Vanotti, per suonare più americano. Una bella beffa, dopo 25 anni. Così mi presento come Mister Nobody, il signor Nessuno».



    Umiltà?

    «No, no, è l’Odissea. Sono quel che sono, sono Ulisse al cospetto di Polifemo. Sono uno che alla fine tornerà a casa, anche se ci dovesse mettere una vita, e che sa bene che quello è il bello, viaggiare. Dopo 25 anni, appunto, sento di aver scritto la mia Iliade, ora ci vuole un’Odissea. Lo dico anche per spiegare che cosa sono venuto a fare qui in America, dove rimarrò per diversi mesi: non sono in fuga, sto cercando canzoni nuove. In questo momento sto lavorando a due progetti: quello americano e quello italiano, un’antologia di venticinque anni di canzoni che uscirà a fine novembre, e che per me non rappresenta una fine o un compimento, ma semmai una lunga preparazione al salto che sto per compiere».



    Che musica presenta agli americani?

    «Come un Medicine Man ai tempi del Far West pianto la mia tenda e presento le mie pozioni per avere amore, successo e combattere il mal di schiena. Ecco, questa è la mia mercanzia. Con tre musicisti italiani e tre americani arrivo nei locali e mi affido ai tecnici che vi trovo, mi affido al caso, al rock and roll. Loro sei fanno musica funambolica e io il cerimoniere, cercando di tenere insieme tutte le mie anime. In Italia se faccio “A te” e poi “Tanto tanto tanto” c’è una complicità con il pubblico che rende tutto facile, qui sembrano i pezzi scritti da due musicisti di due pianeti diversi. In un Paese che ha bisogno di scaffali, non riescono a collocarmi. Però c’è la sensazione che ci sia spazio per tutti, e che cosa accadrà dipenda solo da me. Ed è una sfida avvincente».

     
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    Firmato da Muccino il nuovo video di Jovanotti "Tensione Evolutiva"

    Il nuovo video di Jovanotti, Tensione Evolutiva, girato a Brooklyn è stato firmato da Gabriele Muccino.



    Lo annuncia su Twitter il cantautore, che pubblica anche alcune foto del set newyorkese. «Sarà pronto tra un mese. Go!!!!», aggiunge Jovanotti, che sabato sera si è esibito al Terminal 5, sull’Hudson River, e che sul social newtwork definisce Muccino «the man the legend».



    Prossime tappe del suo tour americano Atlanta, Orlando, Miami, Austin, Denver, Minneapolis, Chicago e Detroit.



    Il brano inedito Tensione Evolutiva, in rotazione dal 9 novembre, sarà il primo singolo della raccolta Backup - Lorenzo 1987-2012, nei negozi dal 27 novembre.



    Jovanotti e Muccino avevano già collaborato nel 2010 in Baciami ancora. L’omonimo brano vinse il David di Donatello come «migliore colonna sonora originale». Muccino realizzò anche una clip in cui Lorenzo Cherubini cantava il brano circondato dai protagonisti della pellicola, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Claudio Santamaria e Pierfrancesco Favino.

     
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    jovanotti

    Jovanotti suonerà per la prima volta a San Siro il 19 giugno: è stata annunciata la data milanese del Backup Tour - Lorenzo negli stadi 2013. I biglietti per il concerto saranno in vendita dalle ore 15 di ieri.



    Dal 3 dicembre saranno in vendita i biglietti per le altre date in programma: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Padova, Palermo, Pescara, Roma, Salerno, Torino.



    «Ci sono riuscito (grazie a un insider dei servizi segreti del kirgizistan)! Ho comprato il biglietto numero UNO del mio concerto a San Siro del prossimo anno, 19 giugno! È una botta forte per me, abbiamo parlato tanto con la mia squadra di questo tour che faremo negli stadi, era un sogno, potete immaginarlo». Così Lorenzo Cherubini Jovanotti annuncia su Facebook e Twitter di aver acquistato il primo biglietto (di cui pubblica naturalmente anche la foto sui social network) messo in vendita per il concerto che lo porterà per la prima volta allo stadio milanese.



    «Siamo già al lavoro da qualche mese - dice Jovanotti - sull’idea di spettacolo che faremo...ma ieri quando ho visto la notizia mi è preso un colpo lo stesso. Strano perché sapevo esattamente che sarebbe uscita ...eppure! Mi sono dovuto mettere a sedere, fare tre grossi respiri. Il tour negli stadi! Poi ho letto un po’ di post sui social network dove scrivo (fb , twitter e soleluna) e mi è arrivata addosso la vostra onda di entusiasmo per questo tour, che moltiplica la voglia di preparare una grande festa, perché è questo che ho in mente, una grande festa al centro dell’estate italiana. Eccomi, sono pronto. Ho il biglietto numero 1», conclude l’artista.



    Il 9 novembre esce il suo nuovo singolo, Tensione evolutiva, primo degli otto brani inediti presenti nel best Backup - Lorenzo 1987-2012, racconto in musica di 25 anni di carriera con i successi, le canzoni nuove, le collaborazioni, le rarità, i remix e le versioni alternative, nei negozi il 27 novembre.
     
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    Jovanotti, su Facebook il nuovo singolo aspettando il box con tutti i successi

    jovanotti

    Esce oggi «Tensione evolutiva», il nuovo singolo di Jovanotti. Il brano anticipa l’arrivo del nuovo album del cantautore toscano, «Backup - Lorenzo 1987-2012», il best con 25 anni di successi e otto nuovi brani, in uscita il 27 novembre. A presentare con entusiasmo il pezzo è lo stesso Lorenzo Cherubini, attraverso la sua pagina Facebook (dove il brano è anche disponibile): «Il nuovo singolo! A tutto volume! Spero che vi piaccia. Lo so, io sono di parte, ma a me piace un sacco e non vedevo l’ora di farvela sentire».



    Della canzone è visibile il «lyric video», in attesa del video ufficiale, firmato dalla regia di Gabriele Muccino, che si potrà guardare a partire da lunedì 12 novembre. «È un pezzo carico, un pezzo che è nato in una notte - ha scritto inoltre il cantante su Facebook - ma come tutti i pezzi nati in una notte anche questo ha dentro tutte le albe della mia vita concentrate in 4 minuti. Ho scelto Tensione Evolutiva per presentarmi a voi con Backup perché in questa canzone c’è dentro il viaggio intero di questi 25 anni, musicalmente e non solo».



    Intanto si avvia rapidamente verso il sold out il primo dei concerti del prossimo tour estivo di Jovanotti negli stadi italiani, il 19 giugno a San Siro. Dal 3 dicembre saranno in vendita i biglietti per le altre date del “Backup Tour - Lorenzo negli stadi 2013”: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Padova, Palermo, Pescara, Roma, Salerno, Torino.

     
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  9. la sirenetta
     
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    Jovanotti on the road
    La casetta di Detroit in cui nacque il pop


    jovanotti

    Me l’avevano detto che avrei trovato una città con una strana atmosfera. Detroit fino a qualche anno fa era la città dei motori, la locomotiva industriale di tutta l’America. Poi la crisi, e ora una città vuota: di giovedì pomeriggio sembra di essere nel film «Io sono leggenda», quello con Will Smith che gira da solo in una New York post-atomica. Molti spazi dove c’erano i negozi ora sono vuoti, tristi come sanno essere solo i negozi smantellati.



    Non ho gli strumenti per analizzare una crisi. Non so che conclusioni trarre. È la fine di un mondo, la fine di una corsa all’oro, si smontano gli accampamenti, si va da un’altra parte. Ma è anche un paesaggio che fa male. Non so cosa dire, balbetta la mia mente, sospesa tra la resa all’ineluttabile e la speranza di una nuova rinascita da queste ceneri (non sarebbe la prima volta).



    Sono venuto a Detroit per suonare, mi ha scritturato un club rock nel centro della città, il Saint Andrew’s Hall, dove - scopro - hanno suonato Bob Dylan, Paul Simon, i Nirvana, i Red Hot Chili Peppers. Eminem qui ha fatto le sue prime esibizioni. Mi sento un microbo. Per me Detroit è la Motown Records come Vinci è Leonardo e Salisburgo è Mozart. Per questo, appena arrivato sono salito su un taxi di un grande uomo nero che teneva lo stereo altissimo. Suonava un pezzo soul, neanche a farlo apposta. «Motown Studios, please» gli ho detto, ed è partito verso una zona periferica di piccole case unifamiliari.



    È un microbo anche lo studio della Motown. Qui hanno inventato la musica pop del Novecento, ma è un microbo, una casetta di legno in periferia in mezzo a mille altre casette di legno: cinque metri di vialetto, due piani, una piccola veranda. È identica alle altre, se non fosse che questa casetta azzurra ora l’hanno trasformata in un museo, finanziato da diverse fondazioni e da gente che è diventata ricca grazie alla musica. Tra loro anche Michael Jackson, che al primo piano ha lasciato un cappello, un guanto glitterato e un assegno da 125 mila dollari. Così sta scritto sulla targa.



    Qui è successo qualcosa di eccezionale, qui è nata una forma d’arte, il pop, partendo dal blues e dal gospel e dal jazz, aggiungendo elettricità, cotonature di capelli, scarpe molto lucide, atteggiamenti cool, camicie sgargianti e una tonnellata di puro talento e mettendo tutto ciò al servizio della leggerezza, per volare sopra le divisioni etniche e sociali creare, come dice lo slogan, «Music for a young America». C’è una guida che ti fa fare un giro per le poche stanze e ti racconta come tutto è cominciato, e chi l’ha cominciato, un ventenne figlio di commercianti afroamericani arrivati dalla Georgia, attratti dal boom della città, in pieno fordismo.

    Si chiamava Berry Gordy (e si chiama ancora, adesso è un anziano gigante dello show-business): ciò che lui ha fatto, partendo da un prestito di 800 dollari ottenuto dai genitori, era tutto nuovo. Al piano di sopra ci abitava lui e sotto, nel garage, c’era lo studio in cui inventò un suono nuovo per il mondo, fatto di echi sulle registrazioni eseguite da un gruppo di ex jazzisti convertiti alla forma-canzone, quell’architettura micidiale di tre minuti in cui ci sta dentro una vita.



    Gordy si era messo in testa di vendere al mondo un suono nuovo, nero ma impossibile da identificare con gli stereotipi dell’arte nera conosciuta fino ad allora. Era il pop, era una rivoluzione, nascevano le hit, canzoni che dovevano vendere milioni di copie ed erano per tutti: bianchi, neri, ricchi, poveri, colti, analfabeti. Una fabbrica di successi, uno dopo l’altro. Diana Ross e le Supremes, Michael Jackson, Stevie Wonder, Smokey Robinson, e via così.



    Con i primi soldi, Gordy compra un’altra stanza e ci mette dentro un maestro di canto, un coreografo per studiare i passi e le posizioni da assumere nei passaggi tv e un’insegnante di stile per trasformare ragazzine nere dei sobborghi in regine di eleganza e di portamento. Regine vere, tipo Diana Ross.

    Passarci un’ora in quello studio a sentir raccontare questa storia è stato bellissimo. Sono uscito di lì che volevo aprire un’etichetta discografica, un bar, un locale, una latteria, una discoteca, una libreria, uno studio di dentista, qualcosa. Pensavo a cosa può fare un individuo con talento e tenacia, quanto può essere rilevante in una società e ispirare tutti gli altri. Un pugno di persone al lavoro, motivate e guidate da una visione, possono esprimere una forza difficile da contenere, se si trovano nel posto giusto.



    La Motown è stata la madre di tutte le etichette discografiche di successo, e ancora oggi la sua è una delle storie più belle d’America. Ancora una volta mi trovo in questo Paese a constatare quanto le storie grandi siano in realtà avventure piccole, che si svolgono in spazi ristretti, scollegati da tutto, dove si respira aria di casa, odore di fumo e di cucina, di mamme che stirano i pantaloni con la piega. Il grande è piccolo. L’America è folk, l’arte è artigianato.



    L’America si nutre del rapporto tra lo spazio sconfinato e l’individuo singolo e in questa tensione perpetua il suo mito. Esseri umani alle prese con l’immensità dello spazio, del tempo: è questa la storia che si ripete, sempre. Il piccolo è potenzialmente grande, le cose vanno fatte, non progettate, nascono facendole, a parlarne troppo svaniscono.



    La Motown è un buco in periferia, e non è un caso speciale, è quasi sempre così. Mette addosso una certa elettricità saperlo, che pare sempre che le cose le facciano gli altri perchè hanno più mezzi, ma mica è vero. Lo ha scritto anche il Cardinal Martini proprio qui su queste pagine, e non possiamo dire che si tratti di un neoliberista della scuola di Chicago: il futuro è di chi se lo prende. Oggi qui a Detroit ho sentito il racconto di un vecchio futuro che qualcuno si è preso, e adesso bisogna capire chi sarà il prossimo a farlo.
     
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  10. la sirenetta
     
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    jovanotti + Backup


    Ci sono vari formati ma Backup, il cofanetto completo, è pesante quanto un volume della beneamata Treccani. Dentro non c’è la sapienza umana ma l’opera universale - in picture-cd, disegni, immagini, e chiavetta babilonica con produzione live - di 25 anni di lavoro di Jovanotti, che a 46 anni mantiene entusiasmi da adolescente, e una visione famelica del futuro. Dovendo celebrare le nozze d’oro con il suo mestiere, si è inventato non solo un racconto (spedito e illuminato) della propria visione del mondo dalle origini ai giorni nostri, ma anche un gruzzolo di inediti di varie metrature e di ricchezza concettuale e musicale, piccoli essai di una smania onnivora di creare. Ha filosofeggiato in Tensione Evolutiva concepita per gli stadi, si è persino portato avanti con la stagione nel reggaettino Estati; ha assunto Benny Benassi per Ti porto via con me che incamera la visione sonica di entrambi, con gloriosi fiati swing. Ha ricantato a proprio modo Tu mi porti su di Giorgia, e la Cumbia di Celentano. Trascinante, magmatico, inarrestabile, pronto ad anticipare ogni nostra curiosità, annuncia un tour negli stadi 2013 che partirà da Ancona il 7 giugno per chiudersi a Torino il 16 luglio. Intanto, riscrive con noi la critica, e ribadisce la propria weltanshauung.



    Anche lei una raccolta, Jovanotti.

    «Subito ho detto “La raccolta no”, poi ho pensato che Safari è una trilogia che dovevo portare a compimento, e mi è venuto il concetto di Backup che significa archiviare ma anche liberare spazio nell’hard disc. Ne avevo bisogno anche nella mia vita. Il tour negli stadi è il massimo che uno come me possa desiderare. Nell’album ci sono canzoni nuove, rarità, il libro che ho scritto con voglia e piacere l’avrò letto già 300 volte sul telefonino. La chiavetta poi contiene circa 600 pezzi e live, non c’è più bisogno di andare su emule, e per me è come ricominciare. Le canzoni in fila raccontano un percorso mai fermo, le mie cose migliori non erano all’inizio ma si è mantenuta l’energia. Ho trovato l’entusiasmo di Maurizio Cattelan che è importante nel mondo ma mi vuole bene e si è occupato delle immagini. Ho ridato vita al passato, ma senza modificarlo».



    Il libro?

    «Ho cercato di raccontare i 25 anni fra bivii e DJ, quasi il viaggio di una generazione non annunciata o motivata come le precedenti, priva di grandi idee e protezioni ideologiche, che ha conosciuto per prima il precariato e si riflette nelle canzoni che sono schizofreniche. Chi come me? Penso a Carboni, Ramazzotti, Carmen Consoli, la Pausini, Max degli 883. Dalla è stato il nostro anticipatore, nella sua storia ha avuto spostamenti stimolanti. Anche Battiato lo è. Tenere sulla distanza è un impegno, nessun disco è più garantito».



    Lei è appena tornato da New York. Sta facendo prove di espatrio definitivo?

    «Un’etichetta indie mi ha proposto di fare un disco laggiù, e ha voluto disponibilità continua. Mia figlia Teresa è alla prima superiore, abbiamo trovato la scuola adatta, siamo partiti tutti e tre, così lei impara bene l’inglese e io faccio il mio lavoro. Mi piacerebbe entrare nel circuito dei loro concerti, ma non voglio stare lì. Mi piacerebbe anche imparare a scrivere in inglese, sennò resto sempre di nicchia. Vado, vedo conferenze film concerti, suono nei club. Rimetto le mani nel fango della mia ispirazione. Il disco americano è piaciuto, se ne sono occupati il New York Times e la BBC. Non ho paura di suonare davanti a loro. Piacciono L’ombelico del mondo o Safari, e le canzoni romantiche come Serenata Rap. Faccio anche Uomo in frac di Modugno, con sfumature dub».



    Nel libro dice: «Non sputate sull’Italia».

    «Nel mondo è adorata, una specie di arca della Bellezza, c’è un grande affetto istintivo e un vuoto musicale dall’opera in poi».





    Lei ha suonato spesso all’Avana, oggi Amnesty rimprovera Zucchero per andarci in concerto l’8 dicembre.

    «Suonare per un popolo non significa suonare per chi governa. Io non ho mai creduto nei boicottaggi».



    Battiato è diventato assessore in Sicilia. Lei lo farebbe con Renzi?

    «No, non sono colto. Battiato lo è, un grande artista e un uomo eccezionale, come fu Gilberto Gil in Brasile. Se ha accettato è segno che ha visto qualcosa di buono. Io sono concentrato sulla mia crescita personale, e sulla musica. Ma vedrei bene Baricco ministro».



    Anche lui, come lei, pro Matteo Renzi.

    «No, è moderno. Per me cambiare è la cosa più importante sempre. Mi piacerebbe vedere questo tentativo in atto, di un uomo di 37 anni con una grande responsabilità. Gli uomini che hanno ricostruito il Paese dopo la Guerra, penso a Moro o Berlinguer, avevano 30 anni. I vecchi suggeriscano, ma l’energia la danno i giovani».
     
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    Jovanotti (feat. Benny Benassi) - Ti porto via con me nuovo singolo (testo e audio)

    jovanotti1-620x350


    Jovanotti ha annunciato su Facebook il titolo del prossimo singolo, Ti porto via con me, inciso assieme al deejay Benny Benassi


    Con un incredibile annuncio, sulla propria pagina ufficiale Facebook, Jovanotti ha svelato il terzo singolo (in rotazione radiofonica dal 5 aprile) estratto da Backup - Lorenzo 1987-2012. Si intitola Ti porta via con me ed è stato realizzato con il deejay Benny Benassi:


    TI PORTO VIA CON ME arriva venerdì in airplay nelle radio italiane… per essere pronti a “toccare il cielo” negli stadi, durante il Tour dell’estate 2013. Il video ufficiale arriverà dopo qualche settimana (siamo chiusi nella sala prove e lo gireremo nella seconda parte di Aprile). TI PORTO VIA CON ME è il pezzo nato dalla collaborazione con il grande DJ/producer Benny Benassi. Ribalteremo il mondo!

    A seguire, trovate il testo e l’audio della canzone:


    In questa notte fantastica
    che tutto sembra possibile
    mentre nel cielo si arrampica
    un desiderio invincibile
    che lascia una scia,
    come astronave lanciata
    a cercare una via
    verso una nuova dimensione
    un’illuminazione
    In questa notte fantastica
    in questo inizio del mondo
    i nostri sguardi si cercano
    con ali fatte di musica
    posso toccare il cielo
    lo posso fare per davvero
    lascia che questa atmosfera
    ti porti con sè
    non c’è piu niente da perdere
    Ti porto via con me
    In questa notte fantastica
    Ti porto via con me
    Ribalteremo il mondo
    Una cascata di bassi
    che fanno vibrare
    la spina dorsale
    Una manciata di ore
    da metterci dentro il delirio totale
    Due come noi che si fondono
    per diventare una nota sola
    Due come noi che si cercano
    dentro una musica nuova
    Dentro una macchina suona
    una ritmica forte
    si sente da fuori
    Un temporale elettronico
    lava la polvere dai cuori
    Dj suona musica buona BPM 130
    Respira, respiro
    Ti porto via con me
    In questa notte fantastica
    Di questo inizio del mondo
    Con mille storie che nascono
    E mille amori che esplodono
    in mezzo alla via
    fanno una luce più forte del sole
    In questo spazio elettronico
    Posso toccare il cielo
    Ti porto via con me
    Non ti fermare da questo equilibrio
    Se guardi si vede lontano
    Tutti i colori li vedi
    più forti adesso
    che sai che ci siamo
    Come filmare una scena per dire
    chi siamo su un altro pianeta
    In questa parte di mondo
    la strada finisce
    Comincia la vita
    Senti il dolore
    si scioglie nel tempo
    che scorre e che scivola via
    Non resterò qui a guardare
    Ho già iniziato a viaggiare
    Ti porto via con me
    Ti porto via con me
    Ti porto via con me
    Una cascata di bassi
    che spingono il mondo
    ad un nuovo mattino
    Donna che danza la notte
    fa nascere il sole ti sento vicino
    Dentro una pancia di musica m
    uoio e rinasco più forte di prima
    In questa parte di mondo
    la strada comincia
    Ti porto via con me
    Ti porto via con me
    Ti porto via con me.




    www.soundsblog.it/post/122335/jovan...o-testo-e-audio

    C'è un silenzio del cielo prima del temporale,delle foreste prima che si levi il vento, del mare calmo della sera,di quelli che si amano, della nostra anima,poi c'è un silenzio che chiede soltanto di essere ascoltato.

    marecalabria

     
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